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- Il datore di lavoro domestico è tenuto a consegnare al dipendente un prospetto riepilogativo delle somme complessivamente erogate nel corso dell’anno entro il termine di trenta giorni prima della scadenza di quello per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, mentre non sarà tenuto alla consegna del modello CUD (certificazione unica dei redditi), non essendo egli sostituto di imposta e non operando, per tale ragione, trattenute sulla retribuzione a titolo di IRPEF.

- Il datore di lavoro può dedurre, in sede di dichiarazione dei redditi, il costo dei contributi versati per il collaboratore domestico entro i limiti di euro 1.549,37; egli può dedurre esclusivamente la quota di contributi a suo carico e non anche quella a carico del dipendente, e ciò a prescindere dal fatto che magari, in virtù di un accordo tra le parti, anche quest’ ultima sia stata versata dalla parte datoriale.

 

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EBILCOBA: assemblea nazionale e nomine
Si é svolta a Roma il 20 marzo l'Assemblea nazionale dell'Ente bilaterale colf e badanti (EBILCOBA) alla quale hanno preso parte i rappresentanti dalle sedi regionali sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori associati alla CONFSAL ed alla FESICA CONFSAL. Dopo una relazione del Presidente uscente, Massimo Anderson, si é passati al dibattito nel quale anno preso la parola il dott. Mariani, l’on. Grillo, il geom. De Nicola ed il prof. Troilo. Sono emerse nuove strategie per un sempre maggior proselitismo che avrà il vantaggio di offrire garanzie ai lavoratori ed ai datori di lavoro nei confronti di quel sommerso che purtroppo é ancora molto diffuso nell'ambito del territorio nazionale. L’Assemblea ha quindi eletto il Consiglio di Amministrazione che risulta così composto: Massimo ANDERSON, Marco Paolo NIGI, Diletta BOCCHINI, Giuseppe BONURA, Gabriele TROILO, Angelo DE NICOLA, Silvio REZZONICO, Lidio BALDASSARRE, Manuela CAPRARELLI, Francesco CAGNASSO, Salvatore GRILLO. Il Consiglio di Amministrazione ha quindi riconfermato alla presidenza l’on. Massimo Anderson che verrà coadiuvato, nel ruolo di vicepresidente, dall’ on. Salvatore Grillo

 

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Come già anticipato con la notizia in evidenza sul sito, i lavoratori che non hanno un sostituto di imposta, come i lavoratori domestici, possono usufruire del credito previsto dal D.L. 66 del 24 aprile scorso, ma solo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi mediante compensazione con eventuali imposte dovute, non essendo i datori di lavoro tenuti alla anticipazione di somme a loro favore. In caso di credito, sarà l’Agenzia delle Entrate a provvedere al rimborso mediante accredito diretto in favore del lavoratore. Il collaboratore domestico è tenuto, pertanto, a presentare la dichiarazione dei redditi, utilizzando l’attestazione delle retribuzioni lorde e nette che il datore di lavoro è tenuto a consegnargli, anche nel caso in cui non sarebbe tenuto al versamento dell’imposta, a meno che non abbia percepito una retribuzione annua inferiore ad euro 8.000 ed il periodo di lavoro coincide con l’anno solare. In tal caso, infatti, non avrebbe comunque diritto al “bonus”, a meno che l’eventuale imposta da versare non sia compensata da altri detrazioni spettanti al lavoratore.

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1. Il decreto legislativo 39/2014 (c.d. “antipedofilia), relativo alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori prevede che il datore di lavoro che intenda assumere un soggetto per lo svolgimento di attività che lo metta in diretto contatto con minori debba richiedere il certificato del casellario giudiziale prima di procedere, accettando, nelle more, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà a firma del lavoratore. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 9/2014, ha chiarito che tale disposizione non si applica ai lavoratori domestici (colf, baby sitter, ecc.), presumendosi che tali rapporti si svolgano comunque sotto a diretta visione del datore di lavoro.

2. I lavoratori domestici, a partire da quest’anno, possono presentare la propria dichiarazione dei redditi non solo attraverso il modello UNICO, ma anche con il “730”. Con il c.d. “decreto del fare” infatti è stata prevista la possibilità di presentare il modello 730 anche per i soggetti privi di un sostituto di imposta, come appunto sono i lavoratori domestici, atteso che il loro datore di lavoro, essendo un privato, non opera alcuna ritenuta d’acconto ai fini IRPEF. La scadenza del termine per l’invio di tale modello è fissata al 31 maggio e può essere eseguito da un CAF o da un professionista abilitato, il quale consegnerà il modello F24 per l’eventuale pagamento. Nel caso in cui il lavoratore avesse diritto ad un rimborso, l’Agenzia delle Entrate provvederà direttamente mediante accredito sul suo conto corrente bancario o postale, ragione per la quale nella dichiarazione dei redditi dovrà essere inserito il suo IBAN.

3.- Con riferimento al bonus fiscale previsto dal governo Renzi, anche colf e badanti potrebbero essere ricomprese tra i soggetti beneficiari, ma soltanto con la dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo a meno che non si consenta ai datori di lavoro (che non operano come sostituti di imposta) di anticipare l’importo e portarlo poi in detrazione al momento del pagamento dei contributi INPS. Ma, al momento, non è ancora possibile fornire notizie precise

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NUOVI CONTRIBUTI INPS PER I LAVORATORI DOMESTICI


A partire dal 1° gennaio 2014 sono in vigore i nuovi contributi INPS per i lavoratori domestici da versarsi sempre con cadenza trimestrale.

Rimane invariata la differenza tra il contratto a tempo indeterminato e quello a tempo determinato, ove i contributi sono in misura maggiore, a meno che il lavoratore non sia stato assunto in sostituzione di altro temporaneamente assente.

Invariate restano anche le modalità di pagamento, nonché quelle di determinazione dei contributi che sono dovuti sempre in proporzione alle ore lavorate.

Il lavoratore, il cui datore ha regolarmente versato i contributi, potrà accedere a tutte le prestazioni previste dalla legge, quale la pensione, la copertura assicurativa in caso di malattia, invalidità, infortunio o maternità, nonché l’indennità di disoccupazione e gli assegni per il nucleo familiare (ANF), e ciò in attuazione dell’art. 38 della Costituzione, secondo cui “ I lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria”.

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